La prima tipologia di Viral Marketing si realizza grazie
alla diffusione online di un file video, stimolando il
passaparola del pubblico e mostrando il relativo
brand da promuovere. Nella creazione del filmato non
è necessario un consistente investimento economico,
l’importante è sviluppare un’idea creativa, originale e
contagiosa. È poi sufficiente inserire il video sul web
e renderlo rintracciabile alle persone giuste
(connettori, esperti di mercato, innovatori): se il
messaggio è stato realizzato in modo adeguato, comincerà
a diffondersi spontaneamente fra il resto dei
consumatori. Una parte fondamentale del processo è
quella di riuscire a rendere accessibile il Viral Video
senza troppi problemi. Con l’aumento della velocità dei
provider internet lo scambio di files è ormai molto
facile, attraverso collegamento diretto, download
web, streaming o programmi P2P. Una volta che è
stato scaricato su
Personal Computer, il filmato può essere inserito nel
cellulare e continuare la sua epidemia nella realtà
offline. A partire dal febbraio del 2005 un nuovo
protagonista ha ampliato la forza promozionale dei Viral
Videos: YouTube ed il suo enorme successo. È possibile
descrivere YT come un archivio illimitato di filmati,
amatoriali e professionali, inseriti online dagli stessi
utenti che lo compongono. In soli 2 anni YouTube è
riuscito a diventare il sito di condivisione video più
famoso al mondo: nel mese di Luglio 2006, ha ricevuto
47,2 milioni di accessi ed ogni giorno più di 100
milioni di filmati sono visti sulle sue pagine[1].
Il traffico digitale di YT ha raggiunto e superato
quello dei siti più popolari, come MySpace, CNN.com ed
Ebay. I visitatori hanno a disposizione milioni di video
fra cui scegliere, in modo totalmente gratuito, sia per
la visione che per l’inserimento. La facile
consultazione, il valido sistema di ricerca, i
suggerimenti contestuali, la capacità di embed e
la velocità di caricamento, permettono una perfetta
accessibilità dei contenuti e semplicità di
condivisione. Una volta che un video è stato caricato
nell’archivio, può essere mostrato agli amici tramite un
comune link, oppure inserito direttamente nei blog
personali, nei forum, nei vari social network e nei siti
web, grazie ai tag HTML. YouTube è il luogo ideale di
propagazione per ogni Viral Video. Non è semplice riuscire ad analizzare tutti i motivi del
successo di YT, ma in qualunque caso rimangono secondari
rispetto alla sua importanza come amplificatore del
marketing virale. La sua fama aumenta ogni giorno grazie
al passaparola: oggi può vantare di occupare il 30%
dell’intrattenimento multimediale americano. La conferma
del valore di YouTube nel mercato online arrivò
nell’ottobre 2006, con l’acquisto dell’intero sito da
parte di Google, per la notevole cifra di 1,65 bilioni
di dollari. La grande quantità di visitatori attira i
grandi brand mondiali, che vedono YT come un
mezzo ideale per raggiungere milioni di potenziali
consumatori, eliminando le trattative con i costosi
media broadcasting. Il punto d’interesse del
sito, ovvero l’intrattenimento visivo, è in perfetto
accordo con la strategia dei video virali: gli utenti
sono attratti dai filmati ed il brand offre una
promozione attraverso quello stesso media. Un'altra
caratteristica dei viral video è l’assenza di espliciti
contenuti pubblicitari. È controproducente sviluppare un
messaggio che tenti di vendere qualcosa in modo
evidente: il marketing virale punta sull’intrattenimento
dello spettatore, stimolandone la soddisfazione
piuttosto che l’induzione al consumo.
Da un altro punto di vista, l’enorme successo di YouTube
può essere considerato un problema: ogni giorno sono
inseriti più di 65 mila nuovi video nell’archivio[2]
ed il virus pubblicitario si disperde in un mare di
proposte omogenee. Il sistema organizzativo del sito non
permette scappatoie ed un filmato banale non sarà mai
diffuso viralmente: esistono milioni di alternative più
interessanti. La struttura comunicativa è molto
differente da quella televisiva ed è ingenuo pensare di
poter pagare semplicemente qualcuno per fare in modo che
il video si diffonda. Esiste la possibilità di favorire
un filmato, inserendolo a pagamento nella homepage
di YouTube, ma se il messaggio non riesce a stimolare il
passaparola degli utenti, si rivelerà un fallimento.
Ogni video può essere votato dagli spettatori ed il
risultato è visibile prima del caricamento: nel caso in
cui la votazione è molto bassa, il visitatore successivo
non perderà nemmeno tempo nella visione. È anche
importante tenere in considerazione la minore rilevanza
della homepage rispetto all’archivio generale: la
maggior parte delle visioni arriva da link esterni,
grazie al passaparola degli innovatori che per primi
scoprono il video. Sono gli utenti a stabilire la
popolarità dei filmati e l’unico modo per trasmettere il
messaggio è quello di catturare completamente la loro
attenzione, con un’idea davvero contagiosa.
Alcuni brand hanno escogitato una semplice
strategia per attirare l’attenzione delle persone:
lasciare a loro tutto il lavoro creativo. L’azienda
propone l’argomento su cui realizzare un video ed apre
un concorso per premiare il risultato migliore. Il
consumatore diventa protagonista della campagna
pubblicitaria ed ottiene una motivazione personale per
parlare del brand. Questa soluzione determina
tuttavia 3 problemi principali:
Sono ormai troppe le aziende che sfruttano questo
sistema, l’idea è diventata banale e manca di
attrattiva.
Nel caso di un prodotto contestato o dalle dubbie
qualità, la creazione di un video da parte dei
consumatori può rivoltarsi contro l’azienda, come
nel caso dei SUV THAOE. Nel 2006 Chevrolet GM ha
proposto al pubblico di creare uno spot per la
promozione del suo nuovo SUV. In risposta l’azienda
ha ricevuto numerosi filmati negativi contro
l’inquinamento creato da questi fuoristrada, che
diffusi online sono diventati più famosi della
stessa iniziativa.
Spesso i video prodotti dai consumatori si riducono
a mere copie di pubblicità televisive, senza nessun
valore virale: il pubblico è rimasto talmente
assuefatto dagli spot tradizionali da averne
assorbito il linguaggio semantico.
La soluzione migliore rimane quella di realizzare un
viral video sotto il controllo del brand, oppure
sfruttare le idee amatoriali positive, come nel caso dei
famosi filmati con i geyser di Mentos e Coca
Cola.
Il progetto consiste nell’inserire alcune
caramelle Mentos all’interno di una bottiglia di Diet
Coke. Il risultato è un’incredibile reazione chimica
della bevanda, che fuoriesce con potenza dal
contenitore, somigliando ad un piccolo geyser.
L’esperimento era già conosciuto fra i ragazzi dei
college americani, usato come piccola attrazione nelle
feste fra amici, ma è stato grazie ad un video online
che la fama del geyser di Coca e Mentos si è
estesa a livello mondiale. Utilizzando 101 bottiglie di
Diet Coke ed oltre 500 Mentos, due amici sono riusciti a
ricreare e filmare una spettacolare eruzione di liquido,
ispirata ad una fontana di Las Vegas. Il video è stato
inserito sul loro sito (Eepybird.com) e mostrato
inizialmente a pochi familiari: dopo una settimana ha
raggiunto le 800.000 visite, solo con il potere del
passaparola. La notizia dell’incredibile filmato è
arrivata presto alla stessa azienda delle Mentos, che
rendendosi conto dell’importanza promozionale del
Geyser, ha deciso di collaborare con i due ragazzi,
fornendo tutto il supporto necessario e rifornimenti di
caramelle per nuovi esperimenti.
I finanziamenti del brand hanno portato alla
realizzazione di un sito dedicato, nuovi video ed un
archivio fotografico su Flickr, con prove amatoriali di
altri utenti esaltati dalla scoperta. Mentos è riuscita
a diffondere il suo brand attraverso il contagio
del divertente geyser, che ha superato presto i
7,5 milioni di visite. Coca Cola ha risposto
inizialmente con forti dubbi riguardo l’esperimento,
spiegando come i suoi consumatori avrebbero preferito
bere la bibita, piuttosto che sprecarla in quel modo. Il
crescente successo mondiale del video e tutta la
pubblicità gratuita a Mentos, hanno convinto infine Coca
Cola a supportare ogni progetto di Eepybird.com. Sono
ormai numerosi i filmati degli esperimenti con Diet Coke
e Mentos: questa folle trovata di qualche ragazzino
americano è riuscita a creare un giro pubblicitario del
valore di svariati milioni di dollari. Le due aziende
hanno saputo sfruttare la scoperta a loro vantaggio,
rispettando l’idea dei creatori del filmato originale.
Non è semplice riuscire a creare un viral video di
successo, ma analizzando i casi positivi di Nike e Dove
sarà possibile comprendere meglio le caratteristiche del
fenomeno.
I contenuti di questo sito sono
pubblicati sotto
Licenza
Creative Commons: potete diffonderli e
riprodurli a scopo non commerciale, a patto di
attribuirne la
fonte.