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2.4.3 Arctic Monkeys

 

Descrizione: Gli Arctic Monkeys sono un gruppo indie-rock, composto da 4 amici poco più che ventenni (nati tutti fra il 1985 ed il 1986), considerati oggi come una delle realtà più importanti della nuova scena musicale inglese. La band si è formata nel 2002 ad High Green, paesino di provincia nel centro dell’Inghilterra, ma solo a gennaio 2006 è uscito il loro primo album ufficiale, intitolato Whatever People Say I Am, That's What I'm Not. Nei 4 anni di attesa per il loro debutto su etichetta discografica, gli Arctic Monkeys hanno sviluppato una forte base di fans, una vera rete sociale che ha supportato e seguito la loro carriera, portandoli alla fama mondiale. Grazie alle possibilità offerte da internet, gli appassionati hanno creato un grande passaparola online, promuovendo autonomamente la musica del gruppo, ben prima che fosse scoperto dalle case discografiche. Attraverso la pagina MySpace degli Arctic Monkeys, i fans hanno potuto segnalare i concerti della band e diffondere le loro canzoni, contagiando gli amici con gli stessi gusti musicali. In Inghilterra Whatever People Say […] si è rivelato il disco di debutto più venduto della storia musicale inglese, con oltre 364.000 copie nella sola prima settimana d’uscita[1], superando artisti del calibro di Oasis e U2.

 

 

Peculiarità: Gli Arctic Monkeys hanno cominciato a suonare in pubblico nel 2003, come band amatoriale nelle feste fra amici ed in piccoli locali della zona. Dopo i primi concerti, il gruppo ha deciso di registrare alcune canzoni e masterizzarle su CD, come regalo per gli spettatori che assistevano alle loro esibizioni. Il pubblico sembrava apprezzare gli spettacoli ed i 4 giovani inglesi erano contenti di contraccambiare l’entusiasmo ricevuto offrendo le loro opere gratuitamente. Gli Arctic Monkeys non avevano però i soldi necessari per masterizzare molti CD. Gli spettatori hanno quindi iniziato a convertire la musica in formato MP3 sul proprio computer, per condividere facilmente le canzoni con gli amici. Le copie dei fans sono state le benvenute: un maggior numero di persone ha potuto conoscere le canzoni e cantare i testi ai successivi concerti. Molti gruppi musicali, anche amatoriali, hanno paura di distribuire gratuitamente le proprie canzoni, soprattutto quando non sono ancora in possesso di un contratto discografico. Il caso Arctic Monkeys si è rivelato invece positivo: con una scelta singolare hanno saputo conquistare l’attenzione del loro pubblico iniziale. La peculiarità più importante del caso è però analizzabile nel prodotto stesso. Il gruppo ha saputo sviluppare uno stile caratteristico: un rock energetico, trascinante, dal ritmo poco convenzionale e dai testi in cui si sono facilmente immedesimati i giovani di provincia come loro. Un talento che seduce al primo ascolto, riconosciuto dai fanatici di musica alternativa, che oggi forse ne snobbano le opere perché troppo famose. Nel 2004, la rete sociale di file sharing poteva contare su numerosi demo-tape degli Arctic Monkeys, condivisi online dagli stessi utenti.

 

 

Passaparola: La diffusione virale degli Arctic Monkeys è da imputare esclusivamente alla passione dei loro primi fans, quegli “esperti di mercato” che hanno apprezzato il talento della band quando era ancora sconosciuta ed hanno voluto presentarla agli amici dagli stessi gusti musicali. Il passaparola ha infettato le reti sociali degli innovatori, sia nel mondo reale che in quello virtuale, rendendo gli Arctic Monkeys un vero fenomeno popolare nella scena musicale alternativa inglese. All’inizio del 2005, i fanatici dei Monkeys decisero di creare una pagina su MySpace dedicata al gruppo, da usare come punto d’incontro per tutti i fans. Dal sito era possibile scaricare alcune delle canzoni tratte dai CD regalati al pubblico e conoscere le date dei nuovi concerti. In poco più di un anno, il profilo di MySpace ha raccolto oltre 70.000 iscritti. È curioso notare che gli Arctic Monkeys non erano informati del lavoro svolto dai fans: i ragazzi della band non sono in grado di usare bene un PC e non hanno mai saputo nemmeno cosa fosse MySpace. Il gruppo ha scoperto dell’esistenza del sito soltanto dopo molti mesi, quando alcuni amici gli hanno raccontato di aver visitato la pagina a loro dedicata.

 

Durante un concerto del 2005, Mark Bull, filmaker amatoriale e sostenitore degli Arctic Monkeys, ha registrato la loro performance live e la notte stessa ha montato sul proprio PC dei videoclip per le canzoni. Mark ha poi creato una compilation con tutti i demo diffusi sulla rete, componendo una raccolta definitiva per gli ammiratori del gruppo. La compilation è stata nominata Beneath The Boardwalk, dal nome di un locale in cui la band ha suonato spesso agli inizi della sua carriera. I sostenitori del gruppo hanno così realizzato una base solida attorno a cui sviluppare un vero e proprio social network. Attraverso MySpace è stato possibile incontrarsi con gli altri fans, discutere di musica, organizzarsi per i concerti, guardare i video delle canzoni e scaricare la collezione con tutto il materiale registrato dagli Arctic Monkeys. La fama dei 4 ragazzi inglesi ha superato senza fatica i confini inglesi, con una vera epidemia online che ha infettato viralmente le più importanti reti sociali di appassionati musicali. Il passaparola è stato stimolato dalla qualità emotiva del messaggio (la bellezza della musica) e per guadagno personale (reputazione di buona cultura musicale, consigliando agli amici una band alternativa). Il successo fra pubblico giovanile ha presto attirato l’attenzione di radio e riviste del settore, che hanno iniziato ad assistere ai concerti degli AM per comprendere meglio il fenomeno. Il talento degli Arctic Monkeys è subito riuscito a conquistare i DJ ed i recensori musicali, scatenando una serie di commenti positivi su radio e giornali.

 

 

Nel maggio del 2005 il gruppo ha suonato al Reading And Leeds Festivals, esibendosi nel “Carling Stage”, il palco dedicato alle band “sconosciute” e senza contratto discografico. L’apparizione degli Arctic Monkeys ha raccolto una folla superiore ad ogni aspettativa, riempiendo completamente il Carling Stage, con centinaia di persone costrette ad ascoltare il concerto fuori dalle finestre della struttura. Gli spettatori hanno intonato in coro le canzoni del gruppo, imparate a memoria dopo mesi d’ascolto degli Mp3, dando origine ad un’esibizione davvero molto coinvolgente. Gli stessi AM sono rimasti meravigliati dal numero dei presenti, non del tutto consapevoli dell’enorme passaparola che stava avvenendo alle loro spalle. Il clamore ricevuto al Reading And Leeds Festivals non è certo passato inosservato. I produttori discografici, attirati dall’ammirazione dei fans, hanno subito riempito la band di sostanziose offerte, per convincerli a firmare un contratto esclusivo. Dopo un mese di trattative, gli Arctic Monkeys hanno scelto la Domino Recors, gradendo la maggiore libertà artistica offerta dall’etichetta, rispetto a più importanti Major. Laurence Bell, fondatore della Domino, organizza il lavoro da casa e propone contratti soltanto alle band di cui è anch’esso un ammiratore. La scelta è stata adatta anche per la stima degli appassionati di musica alternativa, che sono spesso contrari a sostenere le grandi Major Discografiche.

 

Grazie alla Domino, i Monkeys hanno finalmente potuto registrare Whatever People Say I Am, That's What I'm Not, impostando il loro debutto ufficiale nel mondo della musica. All’uscita dell’album gli Arctic Monkeys hanno potuto contare su un vasto pubblico di sostenitori, ben disposti ad acquistare il prodotto della loro band preferita. La popolarità negli ambienti alternativi ha senz’altro stimolato un “effetto bandwagon” in molti consumatori, attratti dal fenomeno musicale del momento. L’album ha battuto ogni record di vendita per il debutto in Inghilterra, sfruttando a pieno il potere del passaparola.

 

Punto d’interesse: il profilo MySpace degli Arctic Monkeys è stato fondamentale per l’organizzazione dei fans, ordinati in una rete sociale complessa ed attiva. Sulla pagina web gli utenti contagiati hanno potuto trovare tutte le informazioni utili, per conoscere meglio la band e le sue canzoni. Il target medio degli Arctic Monkeys sono i ragazzi fra i 16 ed i 26 anni appassionati di musica, che partecipano alla scena alternativa, assistono ai concerti e adorano parlare della loro passione con i coetanei. Il sito ha quindi raggiunto il punto d’interesse dei visitatori, con la possibilità di scaricare Mp3, conoscere le date dei live-show ed incontrare nuovi amici con cui condividere i propri gusti musicali.

 

Praticità: Gli Arctic Monkeys hanno cominciato a regalare la propria musica perché il loro interesse primario è stato quello di attirare il pubblico ai loro concerti. Non esisteva ancora un prodotto in vendita nei negozi ed offrendo gratuitamente le canzoni era possibile convincere gli ascoltatori della validità del gruppo. È inutile spiegare come questo sistema di promozione si è rivelato ideale per comunicare la praticità dell’offerta. I fans hanno gradito l’ascolto degli Mp3 e di conseguenza hanno partecipato alle esibizioni dal vivo. La strategia ha però svelato il suo vero potenziale soltanto con lo sviluppo della comunità di sostenitori online, accessibile dai curiosi in ogni momento. I contenuti della pagina di MySpace e l’interazione con la rete sociale degli ammiratori, hanno offerto al visitatore uno sguardo genuino sulla qualità della band. Le foto, le registrazioni amatoriali, i video dei concerti ed i racconti dei fans, hanno presentato efficacemente le caratteristiche pratiche degli Arctic Monkeys.

 

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