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2.4.1 All i Want For XMAS is a PSP.

 

Descrizione: Nel dicembre del 2006, all’indirizzo web alliwantforxmasisapsp.com apparve uno strano blog. In questo diario online, due amici (Charlie e Jeremy) raccontavano i loro tentativi di comunicare ai genitori il regalo desiderato per Natale. Avrebbero voluto ricevere la nuova console portatile SONY, il PSP. Stando ai loro commenti, Charlie aveva deciso di aprire il sito per fare capire quanto sarebbe stato contento di ricevere un PSP, sfogando la sua richiesta in maniera creativa. Nella pagina era possibile scaricare una serie di biglietti d’auguri natalizi e disegni trasferibili per decorare le magliette, tutti rappresentanti la console SONY. Jeremy aveva addirittura girato un video musicale, rappando il suo amore per il PSP. Attraverso queste creazioni amatoriali, i due ragazzi volevano aiutare tutti i giovani come loro, che non sapevano come convincere parenti ed amici a regalare un PSP per Natale. Ai visitatori era data la possibilità di spedire le cartoline ed il video, per richiedere in maniera stravagante il dono tanto desiderato. Per quanto il blog si presentava come un’opera amatoriale, senza nessun collegamento con la SONY Computer Entertainment, alliwantforxmasisapsp.com era stato effettivamente finanziato proprio dalla famosa azienda giapponese, nel tentativo di promuovere viralmente il PSP nelle festività natalizie.

 

 

Peculiarità: La strategia SONY ha cercato di conquistare i potenziali clienti attraverso la creazione di una rete sociale, sviluppata attorno ad una coppia di personaggi stravaganti. Il sito avrebbe dovuto essere un semplice supporto, per sfruttare l’interesse spontaneo di chi già voleva acquistare un PSP. L’intenzione era quella di attrarre sul blog i consumatori, grazie alle trovate divertenti di Charlie e Jeremy, per poi offrire gli strumenti (cartoline e video) per diffondere “viralmente” le richieste della console. Creare una community di persone interessate al PSP, che raccontavano i loro tentativi curiosi di farsi regalare la console, poteva teoricamente rivelarsi una proposta vincente. Nella realizzazione del blog, sono stati però commessi alcuni gravi errori, che ne hanno stravolto gli obiettivi. La caratteristica peculiare di Alliwantforxmasisapsp,  che ha attirato l’attenzione dei primi utenti, non fu il divertimento, come sperato dai suoi creatori, ma piuttosto il senso di imbarazzo nel guardare una coppia di trentenni che tentavano di essere “cool”. Charlie e Jeremy, nei loro commenti e nel video musicale, apparivano fin troppo ridicoli e poco spontanei, tanto da mettere a disagio il destinatario, piuttosto che divertirlo. Il blog era scritto con un esagerato “slang pseudo stiloso”, a metà strada fra il linguaggio giovanile da strada ed i più bassi luoghi comuni da chat online. Nella sua caricatura da rapper, il protagonista del video era talmente grottesco da attirare l’attenzione, ma la sua performance andava oltre la satira, finendo per inorridire lo spettatore.

 

 

I contenuti del blog erano stati creati per sembrare amatoriali e grezzi, ma questo tentativo di apparire spontanei era portato all’eccesso, finendo per essere solo imbarazzante. I due amici sostenevano di essere completamente indipendenti, tuttavia alcuni elementi nel design (come il sito e le cartoline), erano davvero ben realizzati, tanto da far pensare ad uno studio professionale. Lo scenario, sullo sfondo del video rap era curato nel minimo dettaglio, per essere casual ma alla moda. Alliwantforxmasisapsp è riuscito senz’altro ad attirare l’attenzione degli utenti, ma per motivi differenti da quanto l’azienda potesse prevedere. Il blog stimolava la curiosità, alimentando il sospetto che si trattasse di un tentativo promozionale poco sincero da parte di SONY.

 

Passaparola: Il blog è riuscito a diffondersi senza troppi problemi fra gli appassionati di videogiochi, fino a quando non è stato notato da alcuni utenti del Forum di Something Awfull. Insospettiti dai contenuti del blog, questi ragazzi hanno cominciato ad indagare sui proprietari del server. Analizzando la registrazione del dominio di alliwantforxmasisapsp.com, hanno scoperto che il blog era di proprietà di Zipatoni, un’agenzia di marketing specializzata in strategie non convenzionali. Dopo una semplice visita al sito Zipatoni, i membri di SA hanno notato fra i suoi clienti la Sony Computer Entertainment: la coincidenza non poteva di certo essere accidentale. Nell’album di foto dei componenti dell’agenzia, un ragazzo dello staff assomigliava proprio a Charlie, il personaggio che avrebbe aperto “spontaneamente” il blog “amatoriale”. Il piano di SONY era stato ormai svelato, decifrato dagli stessi utenti che sperava di ingannare. Grazie alla scoperta di Something Awfull, il passaparola fra gli appassionati di videogames è aumentato esponenzialmente, alimentato dall’utilità della notizia (informare gli amici di un tentativo di truffa) e dalla condivisione delle reazioni (l’indignazione nell’essere imbrogliati). Gli utenti hanno cominciato a visitare in massa il blog, riempiendolo di critiche verso la strategia di Zipatoni, scatenando una vera epidemia virale contro l’azienda.

 

 

Inizialmente i creatori di Alliwantforxmasisapsp hanno tentato di negare l’evidenza, utilizzando addirittura una censura automatica per i commenti che contenevano i termini “marketing”, “viral” e “Zipatoni”. Tutto inutile. Presto la notizia ha raggiunto i più importanti siti e blog del settore, che hanno riportato le informazioni sullo scandalo Zipatoni, criticando duramente il tentativo di imbrogliare i consumatori. Il backslash negativo è cresciuto a dismisura, mentre il passaparola ha raggiunto sempre più persone ed il virus scatenato dall’indignazione popolare è diventato più imponente e pericoloso di quanto Sony avrebbe mai immaginato. Molto presto ogni appassionato di videogiochi collegato alla rete web è venuto a conoscenza del tentato raggiro di Zipatoni. Charlie e Jeremy hanno cercato di calmare le acque, scrivendo una confessione con l’ammissione dei rapporti con SCE e della natura promozionale della loro opera, ma lo sdegno dei consumatori non si è placato. Il finto blog è stato rimosso dopo pochi giorni, senza lasciare traccia, cercando di nascondere vigliaccamente il danno ormai compiuto. Questa censura ha però sottovalutato l’organizzazione degli utenti, che sono riusciti a pubblicare nuovamente online una copia del sito, come prova per l’affronto subito. La diffusione del blog è continuata senza più nessun controllo da parte dell’azienda, diventando un punto di incontro in cui i consumatori potevano criticare liberamente l’ipocrisia di questa campagna pubblicitaria. Il mercato videoludico è sostenuto da un pubblico molto competitivo e la rivolta verso Alliwantforxmasisapsp è stata senz’altro alimentata anche dai fans delle consoles avversarie, compiaciuti nell’avere un argomento valido per denigrare il brand Playstation. Tralasciando le aggravanti del caso, gli errori di Zipatoni mostrano chiaramente i pericoli di una mancata sincerità, durante una strategia virale. Il marketing non convenzionale non può permettersi di ingannare i suoi destinatari, poiché il potere comunicativo è nelle loro mani. Sony avrebbe voluto infettare viralmente i suoi potenziali clienti, ma l’unico risultato raggiunto è stato invece quello di perdere il rispetto dei consumatori, scatenando un’enorme influenza negativa verso il suo prodotto.

 

 

Punto d’interesse: un altro problema nella strategia Zipatoni, era la mancanza di un motivo valido per interessare fino in fondo i visitatori del blog. Il target del prodotto è la fascia di ragazzi fra i 16 ed i 25 anni, appassionati di videogiochi e delle ultime tecnologie. I contenuti di Alliwantforxmasisapsp erano forse abbastanza curiosi per attirare l’attenzione iniziale, ma non sufficienti a mantenere il coinvolgimento dei potenziali consumatori. Per quale motivo un ragazzo avrebbe dovuto seguire le imbarazzanti peripezie di una coppia di trentenni? Perché avrebbe dovuto utilizzare un video sgradevole o inviare cartoline natalizie del tutto simili a banali pubblicità? Il blog non forniva stimoli compatibili con i gusti dei clienti e mancava un’ideologia comune su cui creare una solida comunità online. Gli utenti non erano interessati a sapere se Charlie avrebbe ricevuto o no la console. Zipatoni ha dimenticato di organizzare un sistema per intrattenere i visitatori, con la speranza che la semplice apertura di un blog sarebbe stata sufficiente a creare una rete sociale autonoma. È possibile sostenere che i contenuti erano adeguati al target prescelto, ovvero quei ragazzi che volevano trasmettere il desiderio di un PSP, ma tralasciando la qualità dei messaggi, i dubbi rimangono. Quale adolescente manderebbe un’e-mail ai propri genitori? E quanti genitori possiedono un’e-mail? Forse i destinatari erano gli amici, ma quale amico regalerebbe una console che costa quasi 200 dollari? Sicuramente il video o le cartoline sarebbero state utilizzate da qualcuno, tuttavia sembra più un’eccezione che la regola. Ogni consumatore avrebbe potuto chiedere da solo un PSP, in maniera più semplice e meno ridicola.

 

Praticità: Nel marketing virale è molto importante mostrare le qualità pratiche del prodotto, ma il finto blog Sony ha commesso un grave errore anche in questo campo. Alliwantforxmasisapsp non ha saputo comunicare le attrattive della console, le sue caratteristiche tecniche o la lista di giochi disponibili. Queste qualità non mancano certo al PSP, il quale può vantare un discreto numero di videogames divertenti, capacità di riproduzione audio / video ed un hardware più potente dei concorrenti.  Il visitatore del blog non ha tuttavia trovato queste informazioni e non ha potuto sviluppare un maggiore interesse verso il portatile Sony. Zipatoni ha concentrato i suoi sforzi nell’esporre contenuti fittizi, senza evidenziare le eventuali motivazioni per cui Charlie e Jeremy hanno desiderato la console. L’agenzia ha dimenticato che stava pubblicizzando un prodotto e non una coppia di ragazzi dal comportamento imbarazzante.

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